Rapporto tra Gambling e Religione

Molte persone che amano il gioco d’azzardo come forma di intrattenimento spesso non pensano alle implicazioni etiche o morali del loro passatempo.

Tuttavia, poiché il gioco è stato legalizzato in diversi luoghi del mondo, la gente ha prestato maggiore attenzione a ciò che le grandi religioni del mondo hanno da dire riguardo al gioco d’azzardo.

Ecco un breve excursus del rapporto tra il gioco d’azzardo e le principali religioni.

 

Il gioco d’azzardo e il Cristianesimo

I 2,2 miliardi di cristiani del mondo guardano agli insegnamenti del loro Signore, Gesù Cristo, per la guida nella vita contemporanea. Tuttavia, Gesù disse poco in particolare sul gioco d’azzardo. Comunque sia, Gesù aveva molto da dire sui soldi e sui suoi usi. È importante comprendere il contesto storico del tempo di Gesù per comprendere lo sfondo dei suoi insegnamenti sul denaro.

Invece di assumere un’autorità sociale o politica basata sulla ricchezza, come molti ebrei si aspettavano dal loro Messia, Gesù insegnava ai suoi discepoli che il possesso del denaro non era l’obiettivo finale della vita. Invece, insegnò che Dio è amorevole e che l’amare il prossimo come se stessi erano i gli obiettivi principali dell’esistenza umana.

Anche oggi la Chiesa Metodista Americana condanna il gioco d’azzardo, etichettandolo come un mezzo per ottenere guadagno materiale per caso e a spese del vicino. Esso è una minaccia per il carattere personale e la morale sociale. Il gioco d’azzardo incoraggia l’avidità e stimola la fatalistica fede nella probabilità. Il gioco d’azzardo organizzato e commerciale costituisce perciò una minaccia per le imprese, le razze e la povertà, e distrugge gli interessi del buon governo. In sintesi, il gioco d’azzardo è una cattiva economia; il gioco d’azzardo è una politica pubblica sbagliata; il gioco d’azzardo non migliora la qualità della vita.

 

Il gioco d’azzardo e l’Induismo

L’induismo è l’unica religione principale del mondo senza un determinato fondatore o un unico testo fondamentale. Per questo, alcuni indù credono in una sola divinità suprema, mentre altri credono in molti dei. Il concetto di “peccato” nell’induismo è adogni modo legato all’idea nota come “karma”. 

La concezione dell’induismo del gioco d’azzardo è quindi condizionata dalle idee del karma e della reincarnazione. Il gioco è specificamente vietato secondo le pratiche hindu più ascetiche, mentre le sette meno severe tendono a guardare le motivazioni ed i risultati del gioco per determinare la sua moralità. In generale, il gioco d’azzardo per l’intrattenimento sarebbe disapprovato.

 

Il gioco d’azzardo e il Buddismo

Il buddismo è una branchia dell’induismo tracciata al suo fondatore, Siddhartha Gautama, conosciuto come il Buddha, “l’Illuminato”. In generale, il Buddismo non crede nell’esistenza di un essere supremo divino, quindi non c’è “Dio” nel buddismo a cui fare peccato per il gioco d’azzardo. Tuttavia, il Buddismo incorpora alcuni dei concetti dell’Induismo come la reincarnazione e il karma.

Come riportato nel Codice della Disciplina, ci sono queste sei conseguenze derivanti dal gioco d’azzardo:

– Il vincitore genera odio;
– Il perdente si affligge per la ricchezza persa;
– La perdita di ricchezza;
– La sua parola non è affidata in un tribunale;
– Chi gioca è disprezzato dai suoi amici e collaboratori;
– Chi gioca non è ricercato per il matrimonio poiché la gente direbbe che è un giocatore d’azzardo e non è quindi idoneo a prendersi cura di una moglie.

 

Il gioco d’azzardo e il Giudaismo

Le origini della religione ebraica sono da ritrovarsi nell’alleanza fatta con Dio dal patriarca biblico, Abramo, che è anche venerato nell’Islam come fondatore della sua fede. L’ebraismo è considerata la prima religione monoteista al mondo, in cui l’autorità divina è attribuita ad un solo essere soprannaturale che prende un interesse personale e diretto nel destino dell’umanità.

Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, il Talmud, uno dei testi sacri, condanna il gioco d’azzardo sia come un’impresa finanziaria rischiosa che come un passatempo rischioso, che ha il potenziale di creare dipendenza, portando gli uomini ad abbandonare le responsabilità della vita. Da una prospettiva morale, il Talmud considera il gioco d’azzardo come un peccato perché il perdente al gioco non si aspettava di perdere. 

Inoltre, dice il Talmud, il gioco d’azzardo di qualsiasi tipo dà solo un’illusione di contribuire valore ad un’economia locale. In definitiva il gioco non produce nulla di valore duraturo per la comunità.

 

Il gioco d’azzardo e l’Islamismo

Sebbene traccia le sue radici a Ishmael, figlio di Abramo dalla sua schiava Agar, l’Islam è la più giovane delle grandi religioni del mondo, ritenuta iniziata dal suo profeta Maometto. 

Secondo fonti musulmane, il profeta Maometto ed i suoi compagni si opponevano a qualsiasi forma di gioco d’azzardo – giochi di carte, corse di cavalli, macchine da gioco o lotteria.

L’Islam vieta dunque il gioco d’azzardo perché porta i soldi di qualcuno senza realmente guadagnarli. Il giocatore non esercita infatti alcuno sforzo per vincere i soldi. Poiché i soldi sono stati accumulati attraverso i soldi giocati da altri giocatori d’azzardo, prendendo il denaro senza restituire alcun contributo ai contributori (gli altri giocatori d’azzardo), ciò non sarebbe diverso da rubare. Una visione dunque simile a quella dell’ebraismo. I musulmani hanno anche lo stesso punto di vista degli ebrei sulla natura coinvolgente del gioco d’azzardo come distruttivo alla sicurezza della famiglia e della società.

 

Conclusioni

Chiaramente, tutte le grandi fedi religiose del mondo ritengono che il gioco d’azzardo sia uno spreco e, al peggio, un’azione che danneggia la società umana e offende Dio, cioè un peccato.

È comunque in dubbio quanto queste credenze religiose abbiano un’influenza sui non credenti che si impegnano regolarmente nel gioco d’azzardo o che guadagnano il loro sostentamento attraverso il gioco d’azzardo. Tuttavia, le tradizioni e gli insegnamenti della maggioranza delle religioni del mondo hanno certamente un certo impatto sui loro aderenti, facendo sì che miliardi di persone in tutto il mondo si astengano dal gioco d’azzardo come espressione della loro devozione alla loro fede.